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Una scuola per Barkaré - 2006

Il primo progetto realizzato è stata la costruzione di una scuola nel villaggio di Barkaré nella regione del Guraghe.

Il Guraghe è una regione etiopica a sud-ovest di Addis Abeba fra le più povere del paese con circa otto milioni di abitanti, dove la popolazione, dedita prevalentemente alla pastorizia, sopravvive in condizioni di estrema miseria.

I lavori iniziati nel mese di ottobre 2006, su un terreno di proprietà della diocesi di Emdibir, sono stati conclusi e la scuola è regolarmente entrata in funzione nel 2008.

La realizzazione di questa scuola è stata possibile grazie alla grande solidarietà manifestata dalla comunità della Regione Valle d’Aosta che, in breve tempo, ci ha consentito di raccogliere più di 40.000 euro

 

 

 

Un pozzo nel villaggio di Barkaré - anno 2009

La costruzione del pozzo ha migliorato le condizioni di vita della popolazione di questo villaggio, in particolare, delle donne e dei bambini non più costretti a percorrere chilometri a piedi per potersi approvvigionare dell’acqua necessaria.

L’acqua potabile del pozzo ha altresì migliorato le condizioni igienico sanitarie.  

 

 

Dakuna è un villaggio rurale distante circa 10 km da Emdibir, si estende e organizza lungo l’unica strada, la Jimma road, che da Addis Abeba attraversa l’eparchia di Emdibir e conduce ad Hosanna

Il progetto, nato da una specifica richiesta del vescovo dell’Eparchia di Emdibir, monsignor Abune Musié Gebreghiorghis, per fornire una risposta adeguata alle necessità della popolazione locale in ambito sanitario, ha portato alla costruzione di una nuova clinica nella quale è ora possibile praticare visite mediche, effettuare analisi di base, programmi di vaccinazione e distribuire medicinali. Grazie alla realizzazione anche di una sala parto e di una sala degenza, è ora possibile garantire un’assistenza qualificata alle donne in gravidanza. I servizi ostetrici hanno, infatti, una valenza fondamentale se si considera, come rileva l’Ethiopia Demographic and Health Survey (Edhs) e, prima ancora, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), che solo l’1% delle donne che partoriscono sono assistite da un medico qualificato e che il tasso di mortalità materna in Etiopia è tra i più alti del mondo.


La progettazione della struttura è stata studiata e curata dalla studentessa Marialuisa Giuliano grazie ad una collaborazione con il Dipartimento Casa-città (DICAS) del Politecnico di Torino, Centro di Ricerca e Documentazione in Tecnologia, Architettura e Città nei PVS (CRD-PVS). I lavori di costruzione, avviati nel mese di marzo 2012,  si sono conclusi nel dicembre 2013.

La clinica è stata realizzata con finiture e livelli di costruzione notevolmente superiori agli standard locali, e l’innovazione tecnica utilizzata per la costruzione del tetto garantisce agli ambienti interni un’adeguata ventilazione e il mantenimento di una temperatura costante.

La realizzazione di questo importante progetto ha portato un grande entusiasmo e senso di gratitudine nella comunità che ci è stato manifestato dagli anziani  del villaggio. L’intera comunità in segno di riconoscenza e di coinvolgimento nella realizzazione del progetto, autotassandosi, ha provveduto all’acquisto di un generatore per l’elettricità


La clinica, ad oggi, pur non essendo provvista di tutti gli arredi e le attrezzature necessari, funziona già a pieno ritmo anche grazie alla presenza di numerosi medici volontari italiani. Le persone che beneficiano dei servizi della clinica sono circa 40.000 unità, per una presenza media giornaliera  di circa 100-150 persone.

Il progetto è stato parzialmente finanziato con i fondi per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

 

 

A seguito del viaggio compiuto in Etiopia nel mese di dicembre 2007 dai coniugi Pio e Nadia Porretta, nel quale è stato possibile constatare le dure condizioni di vita delle donne in questa terra, è nata l'idea di promuovere un progetto diretto a migliorare le loro condizioni di vita. Il progetto denominato " Regina di Saba" , dal quale è stato poi mutuato il nome della costituita associazione, si articola in due parti.


La prima parte, realizzata fra i mesi dicembre 2008 e gennaio 2009, ha portato all'acquisto di otto mucche da latte con vitellino e alla loro assegnazione - secondo il sistema tradizionale del credito (Wekiya) - a otto donne particolarmente bisognose del villaggio di Barkare. Il progetto realizzato in collaborazione con il parrocco del villaggio Abba Stefanos, ha portato alla costituzione di una piccola cooperativa per la vendita del latte ottenuto dalle mucche e non utilizzato direttamente dalle famiglie.


Grazie alla creazione della cooperativa le donne hanno creato un fondo comune, sostenuto anche dall'associazione, che ha reso possibile l’ampliamento della cooperativa ad altre otto donne a cui sono state acquistate ulteriori otto mucche.

 

 

 

Progetto di microcredito  a sostegno delle  donne del  villaggio di Shebraber 

Il progetto di micro-credito è volto a promuovere l’emancipazione delle donne in Etiopia.
Le donne sono la spina dorsale del Paese: madri, lavoratrici, forza produttrice e riproduttrice, eppure la figura femminile in Etiopia è ridotta a un ruolo subalterno, quasi invisibile, a causa di una società patriarcale dove la donna ha minori diritti rispetto all’uomo. 

Allo scopo di promuovere il cambiamento e la prospettiva di vita di un gruppo di donne del villaggio di Shebraber dell’Eparchia di Emdibir,   Regina di Saba ha creato un  fondo rotativo di base per il finanziamento di  un microcredito. Il finanziamento alla donna è solo un primo input che farà sì che il meccanismo inizi a funzionare in modo autonomo, senza necessità di ulteriori interventi esterni. I fondi assegnati alle donne per un periodo di tre anni,  una volta restituiti, saranno messi a disposizione di altre donne. In questo modo, si formerà  una catena in cui gli attori beneficiari hanno l’obbligo di restituire la somma prestata agli altri membri dell’attività per far sì che questa non smetta di funzionare.

Dal mese di marzo 2013 ad oggi sono state finanziate 60 donne che hanno avviato attività economiche nei diversi settori del commercio.

Il progetto è parzialmente finanziato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta con i fondi per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo.

 


 

Progetto  di microcredito a sostegno delle donne  di Benshhangul Gumuz  della zona di Metekel 
Nel dicembre 2013 è stato avviato, in collaborazione con le  Suore Francescane Missionarie di Cristo, un altro progetto di micro-credito a sostegno delle donne di  Benshhangul Gumuz, zona particolarmente povera  dell'Etiopia occidentale dove vivono gruppi  etnici  rimasti a lungo isolati perché disprezzati dalla popolazione etiope  in quanto "neri" o "schiavi”.

Il progetto prevede il finanziamento di un piccolo  credito ad un gruppo di 50 donne che frequentano  i programmi e i corsi di formazione organizzati dalle suore per l’avvio di piccole attività  artigianali.

Le donne coinvolte  hanno tra di loro una responsabilità` solidale:  ad ogni donna sono consegnati, la prima volta, 500 birr che corrispondono a circa 22 euro. Nell'arco di un anno, in rate da 50 birr le donne devono restituire i soldi con una piccola aggiunta di 5 birr che  costituiscono un risparmio forzoso.

Al termine del primo anno, dopo che la somma è stata restituita per intero, si procederà alla concessione di un nuovo prestito della somma di 1.000 birr che permetterà di sviluppare le  attività`.

Al termine del secondo anno, se tutto procede regolarmente, la somma prestata diverrà di 1.500 birr.  Una volta restituita la quota, nel terzo anno sarà concessa un’ulteriore   somma di 2.000 birr che  costituirà il tetto massimo del finanziamento.

Anche in questo caso una volta che i fondi saranno completamente  restituiti , potranno essere messi a disposizione di altre donne.














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