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Progetto di microcredito  a sostegno delle  donne del  villaggio di Shebraber 

Il progetto di micro-credito è volto a promuovere l’emancipazione delle donne in Etiopia.
Le donne sono la spina dorsale del Paese: madri, lavoratrici, forza produttrice e riproduttrice, eppure la figura femminile in Etiopia è ridotta a un ruolo subalterno, quasi invisibile, a causa di una società patriarcale dove la donna ha minori diritti rispetto all’uomo. 

Allo scopo di promuovere il cambiamento e la prospettiva di vita di un gruppo di donne del villaggio di Shebraber dell’Eparchia di Emdibir,   Regina di Saba ha creato un  fondo rotativo di base per il finanziamento di  un microcredito. Il finanziamento alla donna è solo un primo input che farà sì che il meccanismo inizi a funzionare in modo autonomo, senza necessità di ulteriori interventi esterni. I fondi assegnati alle donne per un periodo di tre anni,  una volta restituiti, saranno messi a disposizione di altre donne. In questo modo, si formerà  una catena in cui gli attori beneficiari hanno l’obbligo di restituire la somma prestata agli altri membri dell’attività per far sì che questa non smetta di funzionare.

Dal mese di marzo 2013 ad oggi sono state finanziate 60 donne che hanno avviato attività economiche nei diversi settori del commercio.

Il progetto è parzialmente finanziato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta con i fondi per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo.

 


 

Progetto  di microcredito a sostegno delle donne  di Benshhangul Gumuz  della zona di Metekel 
Nel dicembre 2013 è stato avviato, in collaborazione con le  Suore Francescane Missionarie di Cristo, un altro progetto di micro-credito a sostegno delle donne di  Benshhangul Gumuz, zona particolarmente povera  dell'Etiopia occidentale dove vivono gruppi  etnici  rimasti a lungo isolati perché disprezzati dalla popolazione etiope  in quanto "neri" o "schiavi”.

Il progetto prevede il finanziamento di un piccolo  credito ad un gruppo di 50 donne che frequentano  i programmi e i corsi di formazione organizzati dalle suore per l’avvio di piccole attività  artigianali.

Le donne coinvolte  hanno tra di loro una responsabilità` solidale:  ad ogni donna sono consegnati, la prima volta, 500 birr che corrispondono a circa 22 euro. Nell'arco di un anno, in rate da 50 birr le donne devono restituire i soldi con una piccola aggiunta di 5 birr che  costituiscono un risparmio forzoso.

Al termine del primo anno, dopo che la somma è stata restituita per intero, si procederà alla concessione di un nuovo prestito della somma di 1.000 birr che permetterà di sviluppare le  attività`.

Al termine del secondo anno, se tutto procede regolarmente, la somma prestata diverrà di 1.500 birr.  Una volta restituita la quota, nel terzo anno sarà concessa un’ulteriore   somma di 2.000 birr che  costituirà il tetto massimo del finanziamento.

Anche in questo caso una volta che i fondi saranno completamente  restituiti , potranno essere messi a disposizione di altre donne.














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